
IL CORPO
Aprile 18, 2008Stasera, dopo la lezione d’inglese, sono andata al supermercato.
Stavano per chiudere e non c’era più alcun cliente. Solo il salumiere, il fruttivendolo, la cassiera e due commesse.
Una sensazione di vuoto misto a nostalgia mi ha assalita.
Non so nemmeno che caspita mi è passato per la mente.
E’ stato come un tornare a contatto con la realtà; quella vera. Una sensazione di vuoto, ma un vuoto bello pieno. Un vuoto solido di quelli che non mi capitavano da tanto.
Ho riscoperto me stessa, quella me stessa che ultimamente non fa altro che nascondersi dietro una corazza dura e ruvida.
Mi è successo di tutto ultimamente: dal fallito (per fortuna) triangolo amoroso, al mio respingere gente che mi ha dato e potrebbe darmi tanto. La stanchezza di dover affrontare nottate di studio senza che lo sforzo mi venga riconosciuto (N.B. sono ancora sveglia perché sto studiando) o la difficoltà di spingersi sempre oltre i limiti con la paura e l’insicurezza di non farcela a reggere tutto.
Tutto questo gomitolo di cose mi ha condotta in luogo a me oscuro, un luogo che prima non avevo mai visitato: il cinismo, la freddezza, la corazza.
La vita mi scivola addosso e non ci sono più la rabbia o la delusione nei confronti di chi non capisce quello che mi porto dentro, ma solo il cinismo.
Io ho un volto di bambina, un corpo piccolo e allora mi riduco al coltello del cinismo per difendermi da coloro che credono che “piccolo” sia sinonimo di “immaturo”, di “superficiale”.
Così è se vi pare…
Va bene. Continuiamo così. Voi fate, voi distruggete, ma io rimango qua, impassibile perché la soddisfazione di vedere scendere una mia lacrima non ce l’avrete mai.
Ecco! Vedete? Io non avrei mai detto nulla di tutto ciò prima…
Ma le lacrime sono preziose.
Le mie lacrime me le tengo care care. E non m’importa del resto. Le lacrime sono per gli amici, la gente che mi ha amata, la mamma, il papà; le persone che sanno che questo non è un contenitore da riempire e da svuotare, da svuotare e da deformare, giudicare… ma questo è un corpo, con una testa che pensa e vuole continuare a farlo. Questo è un corpo con delle mani per toccare, sbagliare, riparare, accarezzare. Questo è un corpo che ha le gambe per correre ed il cuore per restare. Questo è un corpo che ascolta, che piange, che sorride e osserva e che parla. Dice che le cose qui non vanno e che fanno schifo, ma che c’è anche tanta gente che questo corpo lo conosce e lo rispetta.
Ecco il punto: ringrazio le persone che mi capiscono, che mi sopportano, che mi coltivano, che mi danno ciò che io tento di dare a loro e che mi danno di più o di meno, ma mi danno perché sono lì pronte a darmi e perché sanno che a loro non negherò mai l’ascolto. Quelle persone che sanno che il mio corpo non è ne un vestito, né una gabbia. Quelle persone che sanno che prendere il mio corpo non è prendere il corpo che si tocca, ma quello che c’è dentro a ciò che si tocca.
Quelli che mi toccano l’anima pur non accorgendosene.
Grazie a mamma e papà, a ivetta e a mary e a robbo, a coa, a fratellonedichat.

Hai ripetuto più volte la parola Cinismo nel giro di poche frasi..
Non ho capito, sei mica diventata cinica?:P
Quando nel mio supermercato i clienti vengono nella mezz’ora che antecede la chiusura, spesso sono presi di cattivo occhio e gli vengon lanciate le peggiori maledizioni esistenti sulla terra.. Il tuo senso di vuoto, almeno in questo caso m’è nuovo.. i miei clienti mi sa che sono pieni delle nostre smadonnate.
Sembri me ai tempi del liceo. Ero tale e quale, forse pure un pò peggio.
Ma dopo il liceo passa, eh.
Il malumore, intendo, e il cinismo e la tristezza e tutto il resto. Scopri un sacco di altre cose, e tutto questo, tempo qualche mese, te lo lascerai tutto alle spalle.
Sorridi Virgì
Non avevo dubbi…ti s’intuisce dagli occhi…(non posso dire di capire chi tu sia,ma ti intuisco ed è un gioco che so fare bene)…
:OP
Mi associo a ciò che ha scritto Serenella…
E non aggiungo altro perchè, per la prima volta, hai scritto VERAMENTE qualcosa di tuo. E l’hai scritto VERAMENTE BENE!… Un baciuz