
Finalmente un nuovo post – Piccole riapparizioni sporadiche
Settembre 29, 2008Ed eccomi qui, davanti ad un foglio bianco di word, mentre mi spremo le meningi nel tentativo di tirare fuori una cattivissima lista delle cose da portare via. E cerco di sfuggire a questo disgustoso compito di selezione.
Cosa portare e cosa lasciare.
Non sarebbe molto più semplice se ci fosse qualcuno che, oggettivamente, decidesse cosa mi serve e cosa non mi serve? Qualcuno che non mi conosce, non sa nulla di me, della mia vita e di come mi è sfuggita “inavvertita come sabbia fra le dita” fino ad ora. Qualcuno che decida che il cappotto di lana va bene per le mezze stagioni a Venezia e che forse sarebbe meglio portare con se i pantaloni neri piuttosto che quelli viola perché si abbinano meglio a quel cappotto che… biribin biribin biribam!
Non si tratta solo di vestiti, prodotti da bagno, accessori, scarpe… ma di cuore.
Cosa portarsi?
Tutto ovviamente!
Lo so… Il bagaglio dell’anima è più capiente e leggero: è facile portarsi dietro tutto.
E perciò, incastonati fra le costole, mi porterò il mare fresco, limpido e azzurro. Mi porterò i tuffi dallo scoglio alto. Mi porterò le canzoni ed i sorrisi degli amici. Mi porterò le sbronze e le risate con quelle due deficienti che invece di studiare prima degli esami si ubriacavano ( =D ). E mi porterò il peso di Cozza che soffre e non lo fa vedere, che soffre e non mi chiama, ma che sa che a Venezia o a Noci sempre qui mi troverà, al suo fianco.
Questa è una specie di testamento… non si sa mai… se il vaporetto affondasse attraversando il Canal Grande almeno ci sarà qualcuno che sorriderà un po’ a leggere ‘ste cose che scrivo all’una di notte e che non dovrebbero neanche esistere e dovrebbero lasciare posto ad una stupida lista di cose che posso toccare con le mani.
A questo punto ho esaurito gli argomenti e rimane il posto solo per due ringraziamenti: uno, senza fare nomi, è per chi se lo merita e sente di meritarselo (la teoria è questa: se “tizio” o “caio” hanno i due requisiti, cioè che se lo meritano e sentono di meritarselo, allora se lo meritano davvero) e l’altro è per due delle ragazze (ormai quasidonne) che mi hanno accompagnata nell’ultimo periodo della mia vita che, ne sono sicura, è stato il migliore.
E tutto ricomincia da qui e “Non ci son mai problemi a farsi troppi problemi ah ah ah” (IHSV).

:*
Chissà quante belle foto ci donerai…chissà quante belle foto ti donerai…Amo Venezia e non faccio fatica a credere che ti ci troverai bene,fredda o no,umida o no…è un microcosmo che risveglia, in qualche modo. Non so…quasi t’invidio…
… anche se partire è difficile,il luogo che hai scelto o che ti ha scelto…è decisamente un concentrato di arte (nel senso spirituale del termine)… Ti auguro ogni bene,Fefè…Cla